sabato 23 giugno 2012

20-06-2012


Condivido momenti per necessità,
cullati da un effimero calore
da un assoluta parvenza di volontà,
triste è il sapore che rimane poi
sul fondo della lingua,
dal momento che posso trovarmi solo nei ritagli,
nelle pause che il respiro mi permette d’allargare
nel suo fitto scorrere,
e da questi spiragli apprendo ad esser lieto
nonostante sia intrappolato dai pensieri,
da leggi implicite nella nostra evoluzione,
lascio che il tutto vada
come l’aquilone di un bambino,
sorridendo quando per un istante
egli si dimentica il suo nome
ed impara improvvisamente a volare…

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