venerdì 20 settembre 2013

Un nuovo settembre

S’alza lo specchio dell’autunno,
il calendario delle nostre colpe,
appuntate in grigio, con tratto incerto,
come souvenir dimenticati;
Si piega la linea dell’orizzonte
accarezzata dalla fredda notte,
verso sonni inquieti, marmorei lasciti,
come pesi incisi di dolore;
Cade l’estivo tepore
il sipario d’un finto benessere,
spettacolo reso vivo dal fuoco, possente,

un’ombra sulla sua stessa cenere…

sabato 13 luglio 2013

07,09-07-2013

Morte al pensiero,
ad ogni lume contro la tempesta,
agli ingranaggi ed i meccanismi
ancora fermi al precedente giro;
Necessito di estirpare,
le radici che profonde si dipanano
e la consapevolezza dell’immensità,
lei che tradisce ogni aspettativa,
che relega ogni sogno a semplice comparsa;
Morte alle ideologie,
ad ogni nuovo vino battezzato
sulla grande e scura prua della fatica,
ai fiori acerbi crudelmente calpestati
da piedi stanchi e gambe incerte;
Sublimo ed anniento,
nello stereotipo dell’egocentrismo incompreso,
ogni carezza nel buio, ogni silenzio nel dialogo,
e ne ricavo dolce frustrazione;
Auto escludersi dal mondo
chiudendo nella bara il cielo
e lasciare che sia la pesante terra

a sovrastarci, ad alimentarci…

mercoledì 12 giugno 2013

10,11-06-2013

Così venne il tempo del rinnego
del proprio credo,
e delle proprie origini,
l’assopimento del proprio spirito
l’alienazione
d’ogni spinta individuale;
Così ci si uniformò alla massa
rimanendo comunque inconcepibile
ma estremamente semplice da vestire,
si placarono i nostri istinti
e si legarono i sogni al denaro,
si calarono maschere che non fummo noi a forgiare,
s’incatenò l’uomo
e si creò la macchina;
Così si spense l’unica scintilla
privata dell’ossigeno
si seguirono orme già tracciate
non più liberi passi;
Così crebbe il concetto di massa
e si estinse quello del singolo,
si relegò il pensiero ad una mera illusione,

ad un gioco orfano di qualsiasi condizione…

lunedì 20 maggio 2013

14-05-2013


Pallidi amanti si cercano nelle bianche stanze di marmo,
si rincorrono, s’accarezzano, si crogiolano
nell’eburnea speranza dell’eterna giovinezza,
ridono come infanti senza redini,
quando il sole li sorprende a baciarsi l’anima
e nessun vincolo cresce più dove lor calan gl’occhi;
S’adagiano su steli di fiori
e rinfrescano le membra all’ombra di antiche volte,
lasciano all’erbe gli incolti campi
e le cornacchie a beccare il grano,
s’abbuffano di istanti su sericei vassoi
lanciando i chicchi nella gerla del passato;
Ciechi ed impavidi corpi si trascinano nella totale utopia,
s’abbattono come falene ammattite,
se ne trovano migliaia riverse nei corridoi dell’Eden,
strillano come sirene senza mare
si dibattono come figli senza madre;
Sull’altare della felicità
si sacrificano principi ben più nobili,
tenuti troppo spesso in ombra
dal primo e dolce frutto che l’anima azzanna…

sabato 4 maggio 2013

03,05-05-2013


Lampi in un ciel macchiato di rose
dal cuor di soldati estirpate,
affreschi di tragedie animate,
spettri di guerre già terminate;
Cangianti opere dai tenui residui
da giganti di nuvole divorate,
sciamano come esplosioni,
afone vibrazioni,
colpi di mortaio e raffiche di mitra;
Quel cielo diviene così palcoscenico,
l’esposizione ingrandita della propria guerra,
l’immagine d’un Valhalla che a stento s’evolve
ed ingloba ogni nuova matrice,
ogni eterno filo che lo compone,
un fuoco sulla sabbia
una luce sulle iridi;
Quando il divin araldo dalle nere piume
sciama ingordo su tali vestigia,
presto si chiudono i petali
tardi si scosta lo sguardo,
vieni così portato a consiglio
invitato a sedere al fuoco dei tuoi nemici,
al posto che sempre ti spetta,
ed il deja vù che sovviene
è solo una magra consolazione
un ricordo negli annali
di un tuo futuro passato…

sabato 27 aprile 2013

26-04-2013

Il paesaggio indistinto crea l'immagine,
il punto all'orizzonte ne stabilisce la direzione
di quella fuga che non possiede certezze
ma solo mille piani su cui svilupparsi
ed un unica meta da raggiungere...

venerdì 5 aprile 2013

Assopita Primavera


Assopita primavera,
nelle lacrime d’aprile ti trattieni
legata al giogo del rigido inverno;
Timida accarezzi l’erba,
con mano debole scosti cuscini di nuvole,
con voce incerta sussurri melodie
ai bardi che sui rami scaldano la voce;
Tutti ti attendono,
a gran voce acclamano la tua venuta
sperando che quella foglia sia l’ultima caduta…