S’alza lo specchio dell’autunno,
il calendario delle nostre colpe,
appuntate in grigio, con tratto incerto,
come souvenir dimenticati;
Si piega la linea dell’orizzonte
accarezzata dalla fredda notte,
verso sonni inquieti, marmorei lasciti,
come pesi incisi di dolore;
Cade l’estivo tepore
il sipario d’un finto benessere,
spettacolo reso vivo dal fuoco, possente,
un’ombra sulla sua stessa cenere…
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