sabato 4 maggio 2013

03,05-05-2013


Lampi in un ciel macchiato di rose
dal cuor di soldati estirpate,
affreschi di tragedie animate,
spettri di guerre già terminate;
Cangianti opere dai tenui residui
da giganti di nuvole divorate,
sciamano come esplosioni,
afone vibrazioni,
colpi di mortaio e raffiche di mitra;
Quel cielo diviene così palcoscenico,
l’esposizione ingrandita della propria guerra,
l’immagine d’un Valhalla che a stento s’evolve
ed ingloba ogni nuova matrice,
ogni eterno filo che lo compone,
un fuoco sulla sabbia
una luce sulle iridi;
Quando il divin araldo dalle nere piume
sciama ingordo su tali vestigia,
presto si chiudono i petali
tardi si scosta lo sguardo,
vieni così portato a consiglio
invitato a sedere al fuoco dei tuoi nemici,
al posto che sempre ti spetta,
ed il deja vù che sovviene
è solo una magra consolazione
un ricordo negli annali
di un tuo futuro passato…

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