Calici schioccheranno nelle sale della fugace primavera,
traboccanti di nettari e Dionisiaci istinti,
tremerà l’intera terra sotto il rombo dei loro passi!
Nuove vergenze plasmeranno le loro idee,
forza con cui calpesteranno la stele della loro esistenza;
Gocce traboccheranno rovesciandosi sul cielo
mentre le baluginanti
figure su di esso adagiate
si chineranno a raccoglierne le stille;
Si intricheranno cesti in loro onore,
contenenti dorate mele e grappoli d’uva
mentre vergini di stagione siederanno loro accanto
sussurrando l’eternità delle loro gesta,
con melliflue parole e fragili eccitamenti della carne;
Pompose odi richiameranno
le corti dei re e dei principi di rame,
statue d’argilla saranno erette
accanto al marmo del divino Crono,
che dall’alto le mirerà ridursi a semplice polvere,
povera cenere,
che presto coprirà come un manto le vecchie stanze,
le coppe rovesciate e le preziose sete;
Il silenzio regnerà come ultimo ospite solitario,
con aria ferma ed umida terrà consiglio,
con desolazione dominerà sulle terre divenute
mere spoglie in rovina e sterili vestigia,
arida terra vedrà screpolare la sua pelle
cancellando tutte le orme della loro venuta,
così come erano giunte esse svaniranno
portandosi via anche il ricordo,
la precaria gioventù
così inebriante da cavalcare senza redini,
così rapida da non poterla ghermire…
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