mercoledì 1 agosto 2012

01-08-2012


Piovono spade
sul campo fertile della paura,
artefatti di battaglie finite
ricordi di atroci ferite;
Arrugginiscono come un rapido sfogliare
di pagine, età, di stagioni,
mentre mani estirpate
aleggiano come spettri, errando,
in cerca di fiori d’elsa da brandire,
di acciaio con cui giacere;
Cade la pioggia sulle spade abbandonate
ed anche la neve,
le inghiotte la nebbia
il sole di luglio
e le mani sono sempre lì,
stanche, decise, conosciute,
semi che non toccano mai terra,
fiori che non vedono mai il cielo…

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