giovedì 8 novembre 2012

Mete e sogni


Di umano pallore brillano stelle artificiali,
mete posate da mani inferme e mai dome,
rifulgono di una fredda luce
che le nostre azioni conduce,
colmando spazi che l’occhio non vede
ma di cui il corpo reclama il possesso;
Brama che non s’estingue,
su quei bagliori sciupati,
su quei meri traguardi di cui la ragione necessita
per appagare il senso comune di inadeguatezza,
alla costante ricerca di qualcosa,
che solo durante il viaggio si ottiene,
poiché non è la meta a renderci completi
e nemmeno falsi scranni d’oro,
decorati delle lodi dei mediocri e delle lacrime dei perdenti,
a darci un giaciglio di supponenza;
Succhiamo linfa al nostro cervello
sottoforma di sogni non ben definiti
li acclamiamo, li stracciamo e raccogliamo
appuntandoceli al petto,
distintivo comune, motivo d’onore,
e sotto al cielo notturno
tutti s’affacciano, salutando quelli che ci lasciano
e sostenendo quelli che sono ancora lì,
pallide imitazioni del fuoco inesauribile
che nel ventre teniamo nascosto,
come un gioiello prezioso
un fonte portentosa;
Ci addormentiamo
con una mano protesa al manto stellato,
con un pensiero rivolto al prossimo mattino,
ci assopiamo
con un pugno di vita sul nostro petto,
con mille frecce d’argento sul soffitto… 

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