Prima nebbia d’ottobre,
punge e già tedia la vista,
il pesante respiro della terra in letargo;
Prima nebbia d’ottobre,
fresca ed umida landa cinerea,
possono le mie membra sopportare il silenzio
e le fredde odi dell’inverno risuonare
in corna d’avorio sulle bocche di eteree fanciulle,
posso ancora trovare il sole
nello stendersi del giorno
anche se tetre mani solleticano le ossa
e l’oblio sussurra all'orecchio;
Prima nebbia d’ottobre,
lapide di un alba presto uccisa,
lasciando un vuoto che sa di requie
un tetro assaggio di solitudine…
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