Il mio riflesso,
l’emblema del mio malessere,
intenso mi fissa
raggelando il vuoto che ci separa,
rendendolo abisso invalicabile;
La mia immagine,
una foto sporca del me che sono
e che disconosco
come se non fossi io quella persona
ma un nuovo uomo senza memoria;
Io senza fronzoli,
lo sguardo di un debole
dalla carrozza di un treno,
spero che sia lui ad andarsene
ed io a rimanere sulla banchina della stazione…
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