Statua di sale battuta dal sole,
il passo dell’ombra sghembo mi segue
tra i leggeri fiocchi di maggio
adulanti figli del cielo,
cerco zone oscure dove l’occhio indugia
al riparo dalla rovente luce,
lì, tra un fiore ed un cespuglio
adagio lo spirito inquieto,
tra un muro ed un soffione
appoggio l’anima spossata;
Le labbra si accigliano e si corruga la fronte
il viaggio tra i flutti s’arresta,
getto l’ancora alla prossima isola
dimenticando quale fosse la rotta che la precedeva…
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