Non do nome all’amore,
lo schivo come un proiettile a rallentatore,
lo osservo come un bimbo dalla finestra,
lo etichetto come un altro giorno di festa,
lo stendo come un panno consumato
sulla corda delle colpe che mai ho espiato;
Non do nome all’amore,
credo di evitarlo volgendo altrove lo sguardo
penso di non voler rincontrarlo,
suppongo che non sia la metà ultima dell’anima
e mi convinco ad accantonarlo
poiché v’è debolezza solo nel bramarlo;
Non do nome all’amore,
a quello che credo sia dolore,
allo sconosciuto che porta novità,
alla sorgente che presto seccherà,
all’emozione che più non so accettare
ma forse nemmeno estirpare…
Risplende nella sua luce sconosciuta
RispondiEliminama dall'interno, quasi impercettibile.
La purezza si cela
a chi non ha occhi per riconoscerla.
Ma una volta svelata
la sublime magia
perchè negarla?
....Se non ora quando?
Un quando che mai verrà, poichè troppo lontano dalla metà ultima, non mi accorgo delle occasioni, nego la magia perchè ho paura...
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